Domaine Dopff au Moulin: tra Crémant, Grand Cru e una visita da migliorare
Durante il nostro tour in Alsazia non poteva mancare una visita al Domaine Dopff au Moulin, storica realtà di Riquewihr con una lunga storia alle spalle e un legame particolarmente forte con il mondo del Crémant d’Alsace.
La famiglia Dopff è presente nel territorio dal 1574 e proprio alla sua storia è legata una delle pagine più interessanti della viticoltura alsaziana: Julien Dopff, dopo aver assistito a una dimostrazione della méthode champenoise all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, decise di applicarla ai vini alsaziani. È da questa intuizione che nasce il percorso che porterà alla tradizione del Crémant d’Alsace.
Ed è proprio il Crémant uno degli elementi che più caratterizzano oggi la produzione di Dopff au Moulin, insieme ai vini fermi e alle espressioni provenienti dai Grands Crus.
Una visita interessante e abbastanza completa
La visita nel complesso ci è piaciuta.
Abbiamo avuto modo di conoscere meglio la storia della maison, il lavoro della cantina e il modo in cui viene organizzata la produzione. Un percorso abbastanza completo, che permette di farsi un’idea concreta della realtà Dopff au Moulin e della sua dimensione produttiva.
C’è però un aspetto che personalmente avrei voluto approfondire maggiormente: non ci è stata mostrata la parte dedicata alla produzione del metodo classico.
È un peccato soprattutto considerando quanto il Crémant rappresenti una parte importante dell’identità della maison. La stessa Dopff racconta il proprio ruolo pionieristico nella nascita del Crémant d’Alsace e oggi propone una gamma piuttosto ampia di metodo classico, dalle cuvée più tradizionali fino a interpretazioni più particolari.
Proprio per questo, vedere da vicino dove e come viene prodotto sarebbe stato, almeno per me, uno dei momenti più interessanti della visita.
La degustazione: vini notevoli, esperienza migliorabile
La parte che invece merita sicuramente attenzione è la degustazione.
Abbiamo assaggiato diversi vini della maison e il livello qualitativo è risultato molto interessante. In particolare, i Crémant d’Alsace sono stati tra gli assaggi che ho apprezzato maggiormente, confermando quanto questa tipologia sia centrale per Dopff au Moulin.
Ma non sono stati soltanto gli spumanti a convincermi. Alcuni dei vini fermi provenienti da vigneti Grand Cru hanno mostrato una bella personalità, con quella profondità e quella capacità di esprimere il territorio che cerco soprattutto quando assaggio i grandi vini alsaziani.
La gamma è ampia e permette di avere una panoramica piuttosto completa dello stile della maison: dai Crémant ai Riesling, dai Pinot Gris ai Gewurztraminer, fino alle espressioni dei Grand Cru e alle selezioni più importanti. La stessa proposta di degustazione della cantina comprende infatti diversi livelli, arrivando a includere Grand Cru Schoenenbourg, Grand Cru Sporen e vini da vendemmie tardive.
C’è però un secondo aspetto che, secondo me, potrebbe essere migliorato: la modalità della degustazione.
Nel nostro caso è stata proposta in piedi. Per un assaggio veloce può anche essere una soluzione funzionale, ma quando si devono degustare diversi vini e soprattutto quando si parla di etichette che meritano attenzione, personalmente preferisco avere la possibilità di sedermi, prendermi il mio tempo e concentrarmi sul bicchiere.
Non è un dettaglio secondario. Una degustazione non dovrebbe essere soltanto un’occasione per assaggiare tanti vini, ma anche il momento in cui poterli capire davvero.
Il mio pensiero
Dopff au Moulin è una realtà che mi ha lasciato una sensazione complessivamente positiva.
I vini sono il punto di forza, soprattutto quando si entra nel mondo dei Crémant e dei Grand Cru. C’è una storia importante alle spalle e una competenza evidente nella produzione degli spumanti alsaziani, che rappresentano senza dubbio uno dei fiori all’occhiello della maison.
La visita è stata interessante e abbastanza completa, ma secondo me potrebbe fare un ulteriore salto di qualità mostrando anche la zona dedicata alla produzione del Crémant e rendendo la degustazione più comoda e adatta a un vero percorso di assaggio.
Alla fine, però, quello che conta è ciò che rimane nel bicchiere. E da questo punto di vista Dopff au Moulin ci ha dato diverse soddisfazioni, con Crémant di ottimo livello e alcuni vini fermi da Grand Cru capaci di lasciare il segno.
Insomma, promossa, ma con margini di miglioramento sul fronte dell’esperienza enoturistica. E forse proprio perché i vini sono interessanti, mi sarebbe piaciuto che anche la visita fosse allo stesso livello.
I voti alla visita
da 1 a 10


