Philipponnat – Champagne

Una visita completa alla Maison Philipponnat in Champagne: dai vigneti alle cantine sotterranee, fino alla degustazione di quasi tutta la gamma. E con il Clos des Goisses nel bicchiere, la qualità è davvero difficile da discutere.

Champagne Philipponnat: visita in cantina tra Clos des Goisses e grandi Champagne

Se c’è una cosa che amo della Champagne è la possibilità di passare, nel giro di pochi minuti, dalla superficie alla storia. Dai filari ordinati dei vigneti alle cuverie dove prendono forma gli Champagne, fino a scendere nel sottosuolo e ritrovarsi circondati da migliaia di bottiglie che riposano nel buio, aspettando pazientemente che sia il tempo a fare il suo lavoro.

La visita a Champagne Philipponnat, a Mareuil-sur-Aÿ, è stata esattamente questo: un percorso completo che parte dal vigneto, entra nella zona di vinificazione, scende nelle antiche gallerie sotterranee e si conclude con una degustazione di quasi tutta la gamma della Maison.

Ed è proprio la completezza dell’esperienza ad avermi convinto maggiormente. Durante il mio viaggio in Champagne ho avuto modo di visitare realtà molto diverse tra loro, dai piccoli vigneron alle grandi Maison, e ognuna mi ha lasciato qualcosa di diverso. Philipponnat, però, è stata una delle visite che ho apprezzato di più.

L’unico piccolo neo è il prezzo, ma su questo torneremo alla fine.

Una Maison che ha fatto del territorio la propria identità

Philipponnat è una Maison storica della Champagne, profondamente legata a Mareuil-sur-Aÿ e Aÿ, nella Vallée de la Marne. Una storia che si percepisce non soltanto nei vini, ma anche nei luoghi della Maison, dove il passato e il presente convivono in maniera piuttosto naturale.

Il nome Philipponnat è inevitabilmente associato al Clos des Goisses, il vigneto simbolo della Maison e uno dei luoghi più celebri della Champagne. Quasi sei ettari racchiusi da muri, caratterizzati da una pendenza che arriva a circa 45 gradi e da un’esposizione completamente a sud: condizioni particolari che favoriscono una maturazione importante delle uve e contribuiscono alla personalità di uno dei più celebri Champagne della regione.

La Maison acquistò il Clos des Goisses nel 1935 e da allora questo vigneto è diventato una parte fondamentale della sua identità.

Conoscere questa storia prima di entrare in cantina aiuta a comprendere meglio anche il senso della visita. Non si viene semplicemente a vedere dove vengono prodotte delle bottiglie, ma a conoscere il rapporto tra un produttore, i suoi vigneti e il territorio nel quale lavora.

Dai vigneti alla zona di vinificazione

Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è stata proprio la possibilità di seguire il percorso del vino partendo dall’origine.

La visita comincia dai vigneti e permette di entrare progressivamente nel mondo produttivo della Maison, passando poi alla zona di vinificazione. È un passaggio che trovo sempre particolarmente interessante perché consente di collegare quello che si vede in vigna con le scelte che vengono fatte successivamente in cantina.

Parlare di terroir durante una degustazione è relativamente semplice; avere davanti agli occhi il luogo dal quale provengono le uve rende invece il concetto molto più concreto. Si comprendono meglio le differenze tra i territori, il ruolo delle parcelle e il lavoro che sta dietro alla costruzione delle diverse cuvée.

È anche uno degli aspetti che, personalmente, cerco maggiormente quando visito una cantina: non limitarmi a vedere il prodotto finito, ma capire cosa succede prima che quella bottiglia arrivi sullo scaffale di un’enoteca o sul tavolo di un ristorante.

In questo senso il percorso proposto è ben costruito e riesce a dare una visione piuttosto completa della realtà che si sta visitando.

Sotto terra, nella storia della Champagne

La parte che mi ha colpito maggiormente arriva però quando si scende nelle antiche cantine sotterranee.

Le gallerie storiche risalgono al XVIII secolo e si sviluppano nel sottosuolo della Maison, scavate nella craie. Entrando, l’atmosfera cambia immediatamente: la luce diminuisce, la temperatura si abbassa e ci si ritrova circondati da bottiglie che riposano ordinatamente nelle profondità della cantina.

È uno di quei luoghi nei quali diventa facile dimenticarsi per qualche minuto di essere semplicemente in visita a un produttore.

Il silenzio, la pietra, l’umidità e la lunghezza delle gallerie restituiscono una sensazione quasi fisica del tempo che passa. Qui l’affinamento non è più soltanto una parola che compare nella scheda tecnica di uno Champagne: è qualcosa che si può letteralmente vedere.

Camminando tra quelle bottiglie diventa molto più facile comprendere quanto il tempo sia importante per questi vini e quanto la Champagne abbia costruito parte della propria identità anche attraverso il rapporto con il suo sottosuolo.

È probabilmente il momento della visita che mi è rimasto più impresso.

Nel bicchiere, lo stile della Maison

Dopo aver attraversato vigneti, zona di vinificazione e cantine storiche, arriva naturalmente il momento della degustazione.

Nel nostro caso abbiamo avuto la possibilità di assaggiare quasi tutta la gamma, ed è stato un ottimo modo per completare il percorso. Avere davanti diverse cuvée permette infatti di andare oltre il singolo Champagne e di comprendere meglio il filo conduttore che unisce le diverse interpretazioni.

Nei vini ritornano alcuni degli elementi che caratterizzano maggiormente la produzione della Maison: il ruolo importante del Pinot Noir, il rapporto con i territori di Mareuil-sur-Aÿ e Aÿ, la ricerca di profondità e struttura, accompagnate però da una componente di freschezza che rende gli Champagne particolarmente interessanti anche in abbinamento al cibo.

È proprio questo uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente negli assaggi. Al di là della qualità tecnica, emerge una precisa idea di Champagne, costruita non soltanto sulla complessità ma anche sulla capacità di stare a tavola.

E dopo aver visto da dove arrivano le uve e come vengono elaborati i vini, la degustazione assume inevitabilmente un significato diverso. Il bicchiere diventa la conclusione di tutto il percorso fatto fino a quel momento.

Clos des Goisses, il cuore del racconto

Se c’è un vino che più di tutti rappresenta l’identità della Maison, è naturalmente il Clos des Goisses.

Il vigneto, con la sua forte pendenza e l’esposizione a sud, è uno dei terroir più particolari della Champagne. La maturazione importante delle uve si accompagna alla componente minerale del terreno calcareo, dando origine a Champagne caratterizzati da intensità, struttura e longevità.

La Maison lo produce come Champagne millesimato e lo considera il vertice della propria ricerca qualitativa.

Ma la cosa interessante, almeno per me, è che assaggiare un vino del genere dopo averne visto il luogo di origine cambia inevitabilmente la percezione.

Quando hai ancora negli occhi il vigneto e hai appena ascoltato la storia di quella parcella, il vino smette di essere soltanto un’etichetta prestigiosa. Diventa la sintesi di un luogo preciso, di una storia e di un modo di interpretare la Champagne.

Ed è forse questa la vera forza di una visita in cantina fatta bene: uscire dalla degustazione con qualcosa in più rispetto a quello che avevi prima di entrare.

Una visita che vale il viaggio?

Per me la risposta è sì.

Se state organizzando un viaggio in Champagne e siete appassionati di vino, inserirei senza esitazioni questa esperienza nell’itinerario. Il percorso è completo e permette di attraversare tutti gli elementi che, almeno secondo me, dovrebbero caratterizzare una buona visita: territorio, produzione, storia e degustazione.

Non si tratta semplicemente di entrare in una Maison famosa e assaggiare qualche Champagne. Si ha la possibilità di comprendere meglio il rapporto tra il produttore e il territorio e, soprattutto, di vedere con i propri occhi luoghi che normalmente rimangono nascosti dietro la bottiglia.

Il percorso dai vigneti alla vinificazione, fino alle antiche cantine sotterranee e al bicchiere, ha una logica precisa e funziona.

Il prezzo: 70 euro sono tanti?

Arriviamo all’unico aspetto sul quale ho qualche riserva: il costo.

Nel nostro caso abbiamo pagato 70 € a persona per la visita e la degustazione. Non è certamente una cifra bassa, soprattutto considerando che durante un viaggio in Champagne il costo delle visite può incidere parecchio sul budget complessivo.

Detto questo, dopo aver vissuto l’esperienza e soprattutto dopo aver assaggiato i vini, faccio fatica a considerarlo un vero punto negativo.

Settanta euro sono tanti, questo è evidente. Ma considerando la completezza del percorso, l’accesso alle cantine storiche e il livello degli Champagne degustati, personalmente credo che il prezzo sia giustificato.

Non è quindi una visita economica, ma se siete appassionati e volete conoscere più da vicino una delle Maison storiche della Champagne, credo sia una di quelle esperienze per cui vale la pena mettere qualcosa in più nel budget.

Il mio giudizio finale

Philipponnat mi ha lasciato una sensazione decisamente positiva. Non soltanto per la qualità degli Champagne assaggiati, che ho trovato di livello davvero notevole, ma soprattutto per il modo in cui la visita riesce a collegare il territorio, la produzione, la storia e il vino.

Tra tutti i momenti, quello che ricordo con maggiore piacere è probabilmente la discesa nelle antiche cantine. Camminare in quelle gallerie, circondati dalle bottiglie e dalla storia della Maison, è un’esperienza che difficilmente può essere riprodotta attraverso una semplice degustazione.

Anche la possibilità di assaggiare una parte così ampia della gamma ha contribuito a rendere la visita particolarmente interessante, perché permette di ritrovare nel bicchiere ciò che è stato raccontato durante il percorso.

Qualità invidiabile, grande attenzione al territorio e un’esperienza completa, che riesce a raccontare la Champagne attraverso luoghi e vini.

Per me è una visita promossa a pieni voti.

Se siete in zona Aÿ o Mareuil-sur-Aÿ durante un viaggio in Champagne, la metterei senza dubbio nella lista. E lascerei anche un po’ di spazio nel bagagliaio: dopo una degustazione del genere, uscire dalla Maison senza portarsi a casa almeno una bottiglia potrebbe essere la parte più difficile della visita. 

I voti alla visita

da 1 a 10

Ospitalità
0
Qualità prezzo
0
degustazione
0
voto complessivo
0

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