Domaine Josmeyer – Alsazia

Niente visita in cantina, ma una degustazione di altissimo livello: i grandi Riesling di Josmeyer e la sorpresa di un Pinot Gris ancora in affinamento, già semplicemente sublime.

Domaine Josmeyer: quando la degustazione parla da sola

Non sempre per capire una cantina è necessario visitarla.

Al Domaine Josmeyer, durante il nostro tour in Alsazia, non abbiamo avuto l’opportunità di fare una vera e propria visita della tenuta. Ma dopo la degustazione che ci hanno proposto, sinceramente, non sento che ci sia mancato molto.

Perché quando davanti a te arrivano Riesling di questo livello, il discorso cambia rapidamente. E quella che doveva essere “semplicemente” una degustazione si è trasformata in uno degli appuntamenti più interessanti del nostro viaggio.

Josmeyer: una storia importante

Il Domaine Josmeyer ha una storia che parte dal 1854 e oggi è gestito dalla famiglia a Wintzenheim, nel cuore dell’Alsazia. Il vigneto conta circa 24 ettari distribuiti in 90 parcelle, dalla pianura fino ai Grand Cru Hengst e Brand.

È una realtà che ha fatto della biodinamica una parte importante della propria identità: il vigneto è certificato biologico e biodinamico dal 2004, con vendemmie manuali e fermentazioni spontanee in vecchi foudres di legno.

Ma, anche in questo caso, preferisco arrivare rapidamente al punto che per me conta di più.

Il vino.

Riesling da perdere la testa

La degustazione che abbiamo fatto è stata di livello altissimo.

Il Riesling è stato naturalmente uno dei protagonisti e alcune delle bottiglie assaggiate rientrano senza difficoltà tra quei vini che, quando li incontri, ti fanno capire perché una determinata zona e un determinato produttore abbiano costruito una reputazione così importante.

Ci sono vini buoni, vini molto buoni e poi ci sono bottiglie che hanno qualcosa in più. Questi Riesling appartengono decisamente alla terza categoria.

Profondità, precisione, freschezza e soprattutto una capacità incredibile di raccontare il territorio senza diventare pesanti o costruiti. Sono vini che hanno una personalità precisa e che, a mio avviso, possono tranquillamente essere definiti iconici.

Il Domaine lavora infatti su diversi terroir, compresi i Grand Cru Hengst, caratterizzato da suoli marnocalcarei, e Brand, di matrice granitica. Una diversità che si ritrova poi nelle diverse espressioni dei vini.

La sorpresa: un Pinot Gris che non era ancora in vendita

Ma la bottiglia che forse ci ha lasciato più sorpresi è arrivata quasi a sorpresa.

Abbiamo avuto la possibilità di assaggiare un Pinot Gris ancora in affinamento, quindi non ancora commercializzato. Si tratta di un nuovo progetto della cantina, e poterlo assaggiare in questa fase è stata una di quelle piccole fortune che capitano durante un viaggio in cantina.

E la cosa ancora più interessante è stata quello che abbiamo trovato nel bicchiere.

Sublime.

Ancora in affinamento, quindi necessariamente da leggere con la consapevolezza che non è il vino definitivo che troveremo sul mercato, ma già capace di mostrare una personalità davvero notevole.

Ha quella combinazione di materia, freschezza e profondità che mi ha fatto immediatamente pensare che, quando sarà pronto, potrebbe essere una delle bottiglie da tenere d’occhio.

Ed è anche uno degli aspetti che amo maggiormente quando visito una cantina: avere la possibilità di assaggiare qualcosa che normalmente il consumatore non può ancora trovare in enoteca.

Quando il terroir si sente davvero

Una cosa che mi è rimasta particolarmente impressa della degustazione è la capacità dei vini di mantenere una propria identità senza diventare caricaturali.

Il lavoro in biodinamica, le diverse parcelle, i suoli e le fermentazioni naturali sono elementi importanti della filosofia Josmeyer. Ma alla fine, più delle dichiarazioni, sono i vini a parlare. E in questo caso parlano piuttosto chiaramente.

Il Domaine cerca di preservare l’energia della materia e trasmettere nei vini l’anima dei propri terroir, cercando espressioni vive, profonde e complesse. Dopo questa degustazione, direi che non è soltanto una bella dichiarazione di intenti. Nel bicchiere qualcosa di tutto questo arriva davvero.

Il mio pensiero

Se dovessi scegliere una delle degustazioni che mi sono rimaste più impresse durante il viaggio in Alsazia, Josmeyer sarebbe sicuramente tra queste.

Non abbiamo visitato la tenuta e quindi non posso giudicare l’esperienza enoturistica nel suo complesso. Ma per quello che riguarda il vino, qui siamo su un altro livello.

I Riesling assaggiati erano profondissimi, eleganti e di grande personalità. Alcuni, senza esagerare, li definirei proprio iconici. E poi quel Pinot Gris ancora in affinamento, che non era nemmeno in vendita e che ci ha regalato una delle sorprese più belle della degustazione.

È questo che cerco quando entro in una cantina: non necessariamente uscire con la sensazione di aver assaggiato tanti vini, ma trovare almeno qualche bottiglia che mi faccia fermare un attimo e pensare “questo è davvero grande”.

Da Josmeyer è successo più di una volta.

I voti alla visita

da 1 a 10

Ospitalità
0
Qualità prezzo
0
degustazione
0
voto complessivo
0

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