25° Simposio Top Wine 2950

Il 18 ottobre torna Top Wine 2950, la degustazione più alta del mondo, nel cuore delle Dolomiti.

Top Wine 2950: il vino, i produttori e una vista che fa concorrenza a tutto il resto

Ci sono eventi in cui il vino è il protagonista. E poi ci sono eventi in cui il vino è protagonista, ma appena ti giri verso la finestra rischia seriamente di perdere la scena. È quello che è successo a Top Wine 2950, lo scorso 18 ottobre, al Rifugio Maria sulla cima del Sass Pordoi.

2.950 metri di quota, 25ª edizione e una degustazione che, già solo per la location, parte con un certo vantaggio. Ma, al di là del contesto spettacolare, quello che mi ha colpito maggiormente è stata l’atmosfera che si respirava durante la giornata.

Un’atmosfera che fa la differenza

Top Wine 2950 è riuscito a mettere insieme persone molto diverse tra loro: produttori, professionisti del settore, appassionati e semplici curiosi. Ed è proprio questa varietà di pubblico, secondo me, ad aver contribuito a rendere la giornata particolarmente piacevole.

Non ho avuto la sensazione della classica degustazione in cui tutti corrono da un banco all’altro cercando di assaggiare il maggior numero possibile di vini. C’era invece un ritmo più rilassato, più conviviale. Si parlava con i produttori, ci si confrontava con gli altri visitatori e, naturalmente, si beveva vino.

Ed è una cosa che apprezzo molto negli eventi dedicati al vino: quando la degustazione non diventa una gara a chi riesce a riempire più velocemente il proprio taccuino di appunti, ma rimane prima di tutto un’occasione per stare insieme e conoscere persone e territori.

E poi c’era il vino

Perché la location può essere spettacolare quanto vuoi, ma se nel bicchiere non c’è sostanza, dopo un po’ finisci inevitabilmente per guardare soltanto le montagne. A Top Wine 2950, invece, la qualità dei vini era assolutamente all’altezza del contesto.

La degustazione proponeva una selezione di produttori e realtà differenti, con una presenza importante del Trentino-Alto Adige ma anche con aziende e vini provenienti da altre zone d’Italia. Un insieme interessante, che permetteva di passare da un territorio all’altro e confrontare stili, vitigni e interpretazioni diverse.

Tra le realtà presenti figuravano Baron Longo, Cantina Convento Muri-Gries, Cantina Sankt Pauls, Cantina Terlano-Cantina Andriano, Cantina Zanotelli, Cantine Monfort-Maso Cantanghel, Castelfeder, Corvée, Donnafugata, Grigolli Bruno, Madonna delle Vittorie, Maxentia, Peter Zemmer, San Leonardo, Simoncelli, Spagnolli, Tenuta Peter Sölva e Teroldego Evolution, oltre al Consorzio Tutela Vini dell’Irpinia e a Gandolfi Distribuzione Vini Francesi.

Una proposta quindi piuttosto articolata, che non si limitava a sfruttare la particolarità della location, ma metteva effettivamente il vino al centro della giornata. E questo, alla fine, è quello che conta.

La montagna, però, giocava fuori categoria

Qui, però, diventa difficile competere. Puoi avere una sala bellissima, una cantina storica o un palazzo d’epoca, ma quando esci dal Rifugio Maria e davanti hai le Dolomiti da quella quota, beh, buona fortuna.

La vista è semplicemente senza paragoni. E non è soltanto una questione estetica: stare a 2.950 metri cambia completamente la percezione della degustazione. Il paesaggio non è uno sfondo utilizzato per rendere più bella una fotografia, ma diventa parte integrante dell’esperienza.

È questo, probabilmente, uno degli elementi che rende Top Wine 2950 diverso da tante altre manifestazioni. Il vino viene portato in alta quota, ma la montagna non diventa un semplice elemento scenografico. Le due cose convivono per tutta la giornata.

Ti ritrovi così con un calice in mano, magari a parlare con un produttore di un vino appena assaggiato, e pochi secondi dopo sei davanti a uno dei panorami più spettacolari delle Dolomiti. Non è esattamente la situazione più facile in cui concentrarsi sulle note di degustazione.

Ma forse va bene così.

Una giornata che mi ha convinto

Lo dico senza troppi giri di parole: Top Wine 2950 mi è piaciuto molto. Per la qualità dei vini, per i produttori presenti e soprattutto per il modo in cui è stata vissuta la giornata.

Mi è piaciuta la presenza contemporanea di operatori del settore e di persone che si avvicinano al mondo del vino con semplice curiosità. Mi è piaciuto vedere i produttori disponibili al confronto e trovare un’atmosfera informale, senza quella distanza che a volte si percepisce in manifestazioni più grandi e strutturate.

E poi, naturalmente, c’è il contesto. 2.950 metri sono tanti e organizzare una degustazione a questa quota non è certamente una cosa banale. Ma quando hai vini di livello, persone interessanti intorno e le Dolomiti davanti agli occhi, tutto acquista un significato diverso.

Alla fine, credo che sia proprio questo il ricordo che mi porto a casa da Top Wine 2950: una bella giornata di vino, vissuta in un ambiente straordinario e con quella sensazione piacevole di aver partecipato a qualcosa di diverso dal solito.

Il vino era protagonista. Ma, per una volta, aveva trovato qualcuno capace di rubargli un po’ la scena.

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