un mio pensiero
Il Testamatta 2016 è una di quelle bottiglie che mi ricordano perché mi piace così tanto il vino. Non è soltanto una questione di quanto sia buono il contenuto del bicchiere, ma di come il tempo riesca a trasformare un vino senza spegnerlo.
Qui trovo ancora tanta luce, tanto frutto e tanta energia, ma insieme a quella complessità che solo l’evoluzione può regalare.
Un Sangiovese che oggi mi sembra in un momento davvero bellissimo. Vivo, elegante, complesso e con un tannino che sembra essere arrivato esattamente dove doveva arrivare.
Scheda tecnica
Uvaggio
100% Sangiovese
regione
Toscana
annata
2016
maturazione
24 mesi in barrique
Affinamento
8 anni
prezzo
100€
Valutazione
analisi gusto-olfattiva
ALLA VISTA 👁️
La prima cosa che noto è il colore: un rubino luminosissimo e radiante. Per essere un 2016 mi aspettavo magari qualche sfumatura più evoluta, invece nel bicchiere è ancora vivo, brillante, quasi sorprendente per freschezza visiva.
Già qui mi viene voglia di berlo. E infatti passo abbastanza velocemente dalla teoria alla pratica.
AL NASO 👃🏻
Il naso è ricco e soprattutto molto bello da seguire nel tempo. All’inizio arriva tanta frutta rossa, dalla ciliegia all’amarena, poi il vino comincia ad aprirsi e vengono fuori il pellame, il caffè, il tabacco e le erbe aromatiche.
Più lo lascio nel bicchiere, più escono sfumature. C’è una parte balsamica, qualche nota speziata e quella sensazione di vino evoluto che non significa affatto vino vecchio. Anzi.
La cosa che mi piace è proprio questa: il frutto è ancora ben presente. Non è stato completamente coperto dalle note terziarie e non dà quella sensazione di Sangiovese arrivato alla fase finale della sua vita. È semplicemente un vino che ha iniziato a raccontare anche qualche anno della sua storia.
IN BOCCA 👄
In bocca è ancora più convincente. Suadente, pieno il giusto e con un tannino davvero perfetto. È presente, ma ormai è completamente dentro il vino. Non graffia, non asciuga e non ti lascia quella sensazione verde che può avere qualche Sangiovese ancora giovane.
Qui invece tutto fila. Il frutto torna, la freschezza tiene il sorso vivo e le note più evolute che avevo trovato al naso si ripresentano senza appesantire il vino.
È un Sangiovese che ha struttura, ma non ha bisogno di mostrarla continuamente. Beve benissimo. E per me questa è una delle cose più importanti quando assaggio un vino con qualche anno sulle spalle: deve essere interessante, certo, ma soprattutto deve venire voglia di berne ancora.
Abbinamento
A mio avviso perfetto con una bella costata di manzo alla griglia o una bella tartare condita.


